domingo, abril 30, 2006

NO WORDS

sinceramente non so perchè lo faccio.però,mi è stato chiesto un pò di volte cosa c'era nel cassetto(o nell'armadio,come preferite).non sono un autore prolifico,di questo ve ne sarete resi conto immagino;e allora sono andato a frugare con l'intento di mostrarmi.no,non certo per farmi bello,non ne avrei bisogno(ah ah ah) e neppure per fare della dietrologia sulla mia vita artistica.lo faccio,credo,per fare capire i percorsi che portano un autore a fare determinate scelte.disegnai questo racconto,mi pare,nel 1979,le influenze erano molteplici:will eisner in primis,poi sicuramente orson welles e tutta una serie di registi del cinema americano dal '35 ai '50.in quel suggestivo periodo della mia adolescenza,conobbi anche le prime musiche di tom waits,artista musicante a me molto caro ancora oggi e del quale ho seguito la produzione e la crescita artistica e professionale.lui ebbe il potere ,credo più di chiunque altro,di risvegliare in me emozioni sopite,che prontamente però vennero a galla grazie alle sue poesie e ai suoi blues.nel frattempo leggevo chandler,il suo modo di porsi,di raccontare e di profilare i suoi personaggi mi impressionò molto.fortunatamente avevo la possibilità di disquisire di questi argomenti con amici che avrebbero delineato la mia formazione culturale.bologna era un fermento e grazie a quel periodo e alle chiacchere e il confronto con i miei compagni di casa ,le mie esperienze si dimostrarono positive.in seguito queste tavole furono inserite in una storia pubblicata nel 2000 per una casa editrice italiana e,per questo motivo,ne ometto i testi originali.mi saprete dire se comunicano anche senza parole;"no words,appunto".sono passati circa 20 anni.buona visione.









@bananos 2006

3 comentarios:

igort dijo...

Ho sempre amato la tua capacità di suggerire atmosfere con il nero.
Queste vecchie tavole sarebbe ora di ripubblicarle insieme ad altre nuove.
Ci sono storie e personaggi che vivono fuori dal tempo. A mio avviso le tue fanno parte di questa categoria.

bananos dijo...

fratello mio,
ricordi l'affanno che mi prese nella realizzazione di queste poche tavole?quando ebbi finito mi parve di aver toccato l'universo intero.e quando impazzii cercando la via giusta per realizzare quell'auto?tu venivi sempre,ogni quarto d'ora a vedere i miei progressi,mentre io stavo da solo,nella stanza che era stata di roberto,imprecando contro i pennini spuntati e le chine secche.sudavo e grondavo sangue su quel tavolo.provo una strana sensazione di tenerezza osservandole ora.ci sono cose dietro ad un segno che pochi sono capaci di osservare.tu sei uno di quelli.(poi basta sennò mi commuovo da solo).

igort dijo...

Andrea, ho finizo i fazzoletti, adesso mi sto asciugando le lacrime con la pelliccia di Felice, che non è più tanto felice.

(non ricordavo il mio andirivieni. Divertente).